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ABRUZZO MAGAZINE A VERONA PER VINITALY E SOL 2017
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dai nostri inviati Andrea Beato, Rosella Ciampoli, Silvio Diodato e Daniele Marsili

A Verona per la cinquantunesima edizione di Vinitaly, la più grande manifestazione legata al mondo del vino. L’Abruzzo protagonista con 90 cantine e un’immagine rinnovata

ABRUZZO MAGAZINE A VERONA: VINITALY E L’ABRUZZO

È stato un Vinitaly di facce, colori e sfumature. È stato un Vinitaly di proclami, insidie e concretezze. Proclami come quelli del ministro Martina, che ha rivelato il piano di attuazione del Testo unico, con 15 decreti pronti sul vino (speriamo pronti presto!). Insidie legate, soprattutto, alla Brexit, la “hard” Brexit, e al protezionismo di Trump. Concretezze per l’arrivo, a Verona, dei totem cinesi del business: Alibaba, Vimeo, Cofco, il gruppo 1919 e Suning. Veri e propri colossi asiatici della vendita on line/off line che quest’anno, come non mai, hanno mostrato un reale interesse e coinvolgimento per l’eccellenza italiana. È stata un’edizione che ha confermato l’esplosione dei bio (più dei vegan). Non solo perché sulle maggiori riviste di settore i nettari biologici incassano i punteggi più alti, ma a essere in crescita sono i consumi, le produzioni e le certificazioni. Nel nostro Paese, ogni 10 ettari, uno è coltivato secondo i criteri bio e con più di 66mila ettari a vite da vino, siamo al secondo posto in Europa, dopo la Spagna. È stata l’edizione anche dei “millennials” e delle nuove tecnologie. Due elementi da tenere sempre più in considerazione: generazione di consumatori a tutti gli effetti, che si informa, prova, comunica e influenza le scelte d’acquisto. Magari utilizzando uno smartphone, un tablet e la app più in voga del momento.

MASCIARELLI TENUTE AGRICOLE

La partecipazione a Verona di Masciarelli Tenute Agricole si concretizza già nella giornata che anticipa il taglio del nastro della manifestazione vera e propria. Si concretizza a OperaWine, evento esclusivo e di richiamo internazionale. Appuntamento, nato dalla collaborazione tra Veronafiere e la rivista americana Wine Spectator, che vede protagonisti i 100 migliori produttori italiani, riuniti nella cornice di Palazzo della Gran Guardia. E un pubblico selezionatissimo di giornalisti, sommelier, buyer e produttori pronti ad assaggiare il vino più rappresentativo di ciascuna delle imprese vitivinicole presenti (in questo caso il Montepulciano Iskra Marina Cvetic Igt Colli Aprutini 2005). Poi in fiera, all’interno del padiglione 7 e distante dal resto dell’Abruzzo, l’azienda, fondata da Gianni Masciarelli e oggi guidata dalla moglie Marina Cvetic, ha presentato tre diverse nuova annate: a cominciare dal Villa Gemma Montepulciano d’Abruzzo Doc Riserva 2011, Gran medaglia d’oro e Best of show Montepulciano d’Abruzzo a Mundus Vini 2017, oltre che Trofeo internazionale delle varietà autoctone per Iwsc, le attese anteprime di Trebbiano d’Abruzzo Doc Riserva 2015 e Chardonnay Igt Colline Teatine 2015 della linea Marina Cvetic, per finire con Iskra Docg Colline Teramane 2014, intenso Cru di Montepulciano d’Abruzzo proveniente da Controguerra (Teramo).

AZIENDA AGRICOLA TERZINI

Premiata dalla Guida “5 Star Wines – The Book 2017”: all’Abruzzo Pecorino Dop 2016 assegnati 91 punti e 90 al Trebbiano d’Abruzzo Dop 2016. Grande soddisfazione per l’Azienda Agricola Terzini, però non nuova a successi del genere. Il segreto è partire bene già dalla materia prima in vigna, poi lavorare con pulizia e tecniche all’avanguardia, andando a intaccare il meno possibile il prodotto. La sede a Tocco da Casauria (Pescara), con 22 ettari e 1.500 piante di ulivo, prevelantemente Monocultivar Toccolana. Tornando al vino, 200mila circa le bottiglie per ogni annata e un mercato che, per il 70%, si rivolge all’Italia (molto Abruzzo, con il canale horeca a fare la parte del leone e un po’ di grande distribuzione, posizionandosi su una fascia medio/alta). Il fiore all’occhiello è il Montepulciano d’Abruzzo Doc Riserva Vigna Vetum. Nel 2009 Roberto e Domenico Terzini hanno “ereditato” l’attività da papà Aldo, che ancora oggi non fa mancare la sua saggia presenza. Da allora una crescita costante e tante novità all’orizzonte. «Stiamo portando a termine la nuova cantina. L’obbiettivo è organizzare lì la prossima vendemmia. Ci sarà anche uno showroom per la vendita diretta e una bottaia particolare, pronta a ospitare degustazioni, meeting e uno spazio ristoro. Spazio per eventi esclusivi e periodici, dove chef famosi cucineranno con le nostre eccellenze. Tra i progetti quello di un e-commerce con la possibilità di acquistare singoli articoli o dei pack speciali. Oltre ai classici metodi di pagamento, accetteremo anche i Bitcoin».

CASA VINICOLA MONTESELVA

La prima volta a Vinitaly con uno stand proprio (nelle scorse edizioni nello spazio dell’Enoteca regionale). Una prima volta da ricordare, visto anche il bel riconoscimento ottenuto dalla Guida “5 Star Wines – The Book 2017”: 91 punti assegnati al Cerasuolo d’Abruzzo Dop 2016 Casa Vinicola Monteselva. È orgoglioso Nicola Dragani, sales manager dell’azienda. Un orgoglio ancor più grande, se si pensa alla vendemmia 2016, così ostica dal punto di vista delle condizioni meteo. «Il premio va soprattutto a mio fratello Gabriele, enologo, che monitora la vigna fin dalle fasi iniziali». Una giovane realtà che si basa su una tradizione enologica centenaria, tramandata da padre in figlio da ben tre generazioni, e che sorge a Montesilvano, sulle verdi colline pescaresi. Due le linee per cercare di essere sempre al passo con le esigenze di un mercato moderno ed esigente: alla Dop Monteselva si affianca Tenute Sant’Angelo.

TENUTA CERULLI SPINOZZI

La fusione di due antiche proprietà, quella della famiglia Spinozzi, di ceppo feudale, e quella dei Cerulli Irelli, di tradizioni mercantili. Da qui deriva l’azienda agricola Tenuta Cerulli Spinozzi, oggi gestita da Enrico Cerulli Irelli con un progetto ben definito: valorizzare la tenuta storica con il reimpianto di vigneti orientati a risultati di grande pregio e la manutenzione di alcune vigne, più che trentennali, dalle basse rese ma di qualità straordinaria. In tutto 35 ettari nel comune di Canzano e 18 in quello di Mosciano (Teramo), per una produzione annua che arriva a toccare le 100mila bottiglie. Spinta decisa sull’export, che rappresenta il 75% del business totale, con molta Europa, Stati Uniti e, ancor timidamente, l’Asia. Ammaliante il Cortálto Pecorino Colli Aprutini Igt: color giallo paglierino con riflessi dorati, bouquet intenso e fruttato con note di pesca e arancia, retrogusto caldo, avvolgente ed elegante.

CANTINA FRENTANA

Uno stand rinnovato nella posizione, forse non troppo centrale, ma sicuramente dalla maggiore ampiezza, pronto ad accogliere addetti ai lavori, amici e tantissimi wine lover provenienti da tutto il mondo. Si è presentata così, a Verona, Cantina Frentana. La realtà con sede a Rocca San Giovanni (Chieti) è stata fondata nel lontano 1958, ma continua a stupire con tante novità. E la novità principale di questo Vinitaly 2017 riguarda le nuove etichette della linea Costa del Mulino. «Etichette – spiega il direttore, Felice Di Biase – legate in maniera fortissima con il territorio di provenienza (il nome è quello della contrada che si affaccia sulla caratteristica Costa dei Trabocchi). Per il restyling si è optato per colori accesi, tonalità frizzanti», strizzando l’occhio anche a un pubblico giovanile, attento a questi dettagli. «Cinque vini della nostra zona (Cococciola, Pecorino, Passerina, Cerasuolo e Montepulciano d’Abruzzo), che vogliamo far conoscere, pur mantenendo un legame con il terroir d’origine e senza mai dimenticare da dove veniamo».

SOCIETÀ AGRICOLA F.LLI BIAGI

Negli anni ’40 Giovanni Biagi inizia a produrre vini di qualità, trasmettendo il suo entusiasmo al figlio Mariano. Oggi la cantina Biagi è guidata dai nipoti, Fabrizio e Luca: passione e impegno sono rimasti immutati nella sede di Colonnella (Teramo). In più la voglia di innovare. E a Verona, tra i tanti stand delle realtà riunite sotto il cappello del Consorzio Colline Teramane, ci sono anche loro. Al desk arrivano moltissimi appassionati, buyer, qualche curioso. Tra i bianchi proposti, spicca la Malvasia: profumo dal corredo aromatico particolarmente ricco e complesso, con note di cedro, fiori d’arancio e albicocca. Il gusto intenso dona freschezza e una ricercata sapidità. Finale piacevolmente asciutto e abbinamento perfetto con antipasti delicati, risotto allo zafferano, pollo al curry, formaggi freschi ed erborinati. L’attenzione dell’azienda è rivolta verso i nuovi mercati, in particolare l’Oriente e il Giappone: «Stiamo pensando – afferma Luca Biagi – di creare un deposito dislocato nel Paese del Sol Levante, per iniziare a commercializzare il nostro vino per i distributori locali».

GIOIA DEL SOLE ITALIAN WINES

È la prima donna cinese ad aver investito nel mondo del vino in Italia. Lei è Qu HuaGioia, da Pechino. Dall’Oriente si è trasferita nel Bel Paese prima per studiare, poi lavorare. E infine si è innamorata dell’Abruzzo e delle sue unicità. Si è così lanciata in un’avventura che unisce culture diverse, nel rispetto della natura. Un piccolo miracolo che avviene a Ripa Teatina (Chieti), nei 30 ettari che contraddistinguono Gioia del Sole Italian Wines. Una produzione di 100/120mila bottiglie ogni anno e un lecito sconfinamento nel mondo dell’olio e della pasta. La prima presenza in assoluto a Verona si traduce in un rapporto particolare con la nazione dagli occhi a mandorla. In onore della Bella Addormentata, il Montepulciano d’Abruzzo Dop che ne porta il nome: colore rosso rubino intenso con sfumature violacee. Sentori di frutta rossa matura e piccoli frutti neri, floreale e lievemente speziato ed erbaceo sul finale. Secco al palato e abbastanza caldo, morbido con tannini fini. Ottima sapidità e freschezza, buon equilibrio. Perfetto con primi piatti elaborati al sugo, carni rosse, zuppe, cacciagione e formaggi stagionati.

CANTINE ROVERI

La scelta di presentarsi fuori dal Padiglione Abruzzo, insieme con WineOrchestra, consorzio costituito da aziende vitivinicole di varie regioni e con lo scopo di commercializzare insieme i diversi prodotti, soprattutto verso l’estero. Cantine Roveri, fondata nel 2011 da Andrea Veri a Cannosa Sannita (Chieti), annuncia, in questo Vinitaly 2017, la prossima novità: lo spostamento della sede a Ortona, rimanendo sempre nella provincia teatina. Una produzione che si attesta attorno alle 100mila bottiglie l’anno, di tutte le tipicità abruzzesi. «Al momento stiamo spingendo molto sul Montepulciano vinificato in bianco e il Roveri 12, Montepulciano d’Abruzzo 70% e Syrah 30%, secondo una vecchia ricetta di famiglia». Attenzione al mercato nazionale e la volontà di iniziare a farsi conoscere anche in Germania, Stati Uniti e Giappone. Le particolarità sono delle confezioni speciali, realizzate in legno di rovere. Espositori dalle forme originali (macchina d’epoca, moto, barca a vela, timone…), che diventano veri e propri oggetti d’arredo.

CANTINA MADONNA DEI MIRACOLI / VINI CASALBORDINO

L’interesse dei consumatori per il bio è aumentato notevolmente, soprattutto nell’ultimo anno, e la cantina Madonna dei Miracoli, Vini Casalbordino, ha deciso di ampliare la sua gamma di biologico: «Ora è possibile scegliere – commenta Massimo Zuccarini, sales & marketing director – tra ben sette proposte». In più si è proceduto al restyling dell’etichetta della linea Terre Sabelli. La linea principale, molto apprezzata dal mercato americano. Promossa la collaborazione distributiva con altre due realtà italiane, presenti in Puglia e Toscana. «Così diamo al cliente la possibilità di ottimizzare l’ordine e un’offerta più differenziata, che oltre ai prodotti abruzzesi comprende un Primitivo, un Negramaro, un Chianti Classico e uno bio». Un’azione pensata, in particolare, per l’estero. Infine le nuove tecnologie e la app gratuita, che permette, scansionando il qr code presente sulle bottiglie, di assistere a una degustazione guidata e ricevere uno sconto sull’acquisto al ristorante.

AZIENDA AGRICOLA NIC TARTAGLIA

Il nome lo ha “creato” il pubblicitario Ivano Villani. E non poteva essere più azzeccato, specialmente se l’obiettivo è quello di arrivare presto sul mercato estero, magari negli Stati Uniti. Chissà… Intanto Nicola “Nic” Tartaglia è alla prima partecipazione a Vinitaly, con un suo stand. L’azienda Nic Tartaglia è nata lo scorso anno, come trasformazione e commercializzazione. 10 ettari di vigneti di proprietà e una produzione che si attesta tra le 20 e 30mila bottiglie. La sede ad Alanno (Pescara). «Nella mia famiglia il vino si è sempre fatto per passione. Io rappresento la quinta generazione». Alla linea base, la classica triade Trebbiano, Cerasuolo, Montepulciano che fanno solo acciaio e sono 100% in purezza, si affianca la Riserva. Al momento lo Chardonnay Colline Pescaresi Igt Mirvana (in onore della madre), ma è in preparazione il Cabernet Sauvignon, che dovrebbe uscire entro la fine del 2017, e il Montepulciano, disponibile dal prossimo anno. Distribuzione molto locale, ma che già si sta sviluppando verso Roma e Milano, con qualche contatto avviato perfino in Giappone, a Tokyo.

AL SOL, TRA LE AZIENDE ABRUZZESI CON ABRUZZO MAGAZINE

Alla manifestazione Sol&Agrifood diminuisce la presenza delle realtà abruzzesi, ma al concorso Sol d’oro si conferma l’eccellenza del nostro olio extravergine di oliva.

La difficile annata per l’olio (condizioni meteo e la “celebre” mosca) si è riflessa anche in questa edizione 2017 di Sol&Agrifood. Solo nelle presenze però, arrivate per l’Abruzzo a toccare le quindici aziende, e non nella qualità. Proprio l’eccellenza dei nostri prodotti ha permesso di raggiungere, ancora una volta, successi importanti. Così nel concorso Sol d’Oro (Emisfero Nord), collegato alla manifestazione, nelle stesse giornate di Vinitaly, le realtà locali hanno recitato, comunque, un ruolo da assoluto protagonista. Tante le certezze su cui fare affidamento. A partire dall’Azienda Agricola Tommaso Masciantonio di Casoli (Chieti) che, con il suo Trappeto di Caprafico, ha ottenuto il Sol d’Oro (e non è la prima volta, ndr) nella categoria biologico. In quella fruttato intenso si è distinta Tenuta Zuppini, con Veneranda 19, capace di portare a casa un altro bel Sol d’Oro. Il top! E poi le Gran menzioni per l’Azienda Agricola La Selvotta di Vasto (Chieti), con il suo Electum, e per il Frantoio Pedicone, con Aurora. Entrambe nella categoria fruttato leggero. Infine nel monovarietale, la Gran menzione è andata all’Azienda Agricola Marina Palusci di Pianella (Pescara), premiata per il suo Uomo di ferro. Affermazioni piene, che fanno bene alla nostra regione e consentono di proseguire sul quel percorso di crescita, ormai tracciato da tempo. Regione che registra 6 milioni di ulivi coltivati su circa 46mila ettari. E poi le tre Dop presenti nelle province di Chieti (Colline Teatine), Pescara (Aprutino Pescarese) e Teramo (Pretuziano delle Colline Teramane).

AZIENDA AGRICOLA TOMMASO MASCIANTONIO / TRAPPETO DI CAPRAFICO

Un’altra grande soddisfazione per l’Azienda Agricola Tommaso Masciantonio, Trappeto di Caprafico. Anche quest’anno la realtà con sede a Casoli (Chieti) si è piazzata ai vertici del concorso Sol d’oro (Emisfero nord), ottenendo il massimo riconoscimento nella categoria biologico.«Sempre una grande emozione ricevere premi di questo genere – ha commentato in fiera Tommaso Masciantonio  -. Raggiungere traguardi del genere e ripetersi, anche in un’annata che, in generale, non è stata facile, significa lavorare bene. La qualità estrema è ormai parte integrante del nostro percorso. Uno sbocco complesso da raggiungere, ma sicuramente naturale e necessario per aziende come la nostra, che mirano alla valorizzazione di un prodotto specifico, territoriale».

OLEIFICIO ANDREASSI

L’Oleificio Andreassi sorge a Poggiofiorito, nel cuore della provincia di Chieti, in una zona ricca di contrasti climatici e ambientali. Caratteristiche che rappresentano dei plus e si riscontrano tutti nella elevata qualità organolettrica e nutrizionale del prodotto, ottenuto dalle varietà Leccino, Gentile, Frantoio e Muraiolo. Una tradizione che prosegue fin dal 1878, giunta ormai alla quinta generazione, e che oggi vede impegnati direttamente Matteo Andreassi con la moglie Marilena. L’olio extra vergine di oliva viene ottenuto, esclusivamente, per sgocciolamento naturale a freddo (metodo Sinolea), da olive raccolte a mano da produttori attenti e qualificati. Un’eccellenza che ha saputo conquistare perfino il palato e le abitudini alimentari del re Alberto II di Monaco e della sua nobile famiglia.

L’OLIVICOLA CASOLANA

Fondata nel 1971 e basata sulla lavorazione delle olive verdi in salamoia, della varietà autoctona Intosso, la cooperativa L’Olivicola Casolana con sede a Casoli (Chieti) vanta 140 soci olivicoltori. Nel 1987, con il frantoio sociale inizia la produzione di extra vergine, poi il bio, i vari condimenti, su tutti quelli al limone e all’arancia, il monovarietale e, a inizio del 2000, la Dop Colline Teatine. Oggi si punta sull’Intosso Piano Laroma, diventato presidio Slow Food nel 2016, e la linea Bio Dop, acquistabili sia presso le insegne più note della gdo e in negozi specializzati. In Italia e all’estero: Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Germania, Austria, Belgio e Svezia. La produzione standard si attesta sugli 8/9 mila quintali l’anno di olive da olio e 1.200 di Intosso. Il fatturato arriva a toccare la quota del milione di euro.