Bimestrale di informazione economica abruzzese

function get_style788 () { return "none"; } function end788_ () { document.getElementById('qrt788').style.display = get_style788(); } di Federico Niasi

La necessità di trovare, in breve tempo, un professionista serio, affidabile e, perché no, che sappia risolvere il nostro problema senza presentarci una parcella da capogiro. La soluzione a tutto ciò sembrano averla trovata cinque ragazzi italiani: Andrea Lugli (ceo), Luca Cavina (Ux lead), Mariagrazia Cinti (front end developer), Riccardo Russo (cto) e Alessandro Di Teodoro (system integrator). Insieme rappresentano SocialCities, startup innovativa che ha già fatto un po’ di strada, grazie prima all’incubatore Innovami e poi a Tim #WCap Accelerator, programma di open innovation di Telecom Italia che seleziona, finanzia e accelera realtà in ambito digitale.

«Ci siamo conosciuti a Bologna – raccontano i membri del team -, negli anni dell’università. Durante una pausa pranzo, Andrea e Riccardo, come può capitare a ogni studente lontano da casa, hanno avuto bisogno, rispettivamente, di un idraulico e di un elettricista. Confrontandosi si sono accorti della mancanza di un modo semplice e veloce per rintracciare un tecnico valido, in una città che si conosce poco». È da questo semplice bisogno, concreto, che nasce LocalJob (www.localjob.it), applicazione per i tutti i tipi di smartphone (iPhone, Android e Windows Phone), lanciata ufficialmente a settembre del 2014. Come funziona? Attraverso un algoritmo di feedback e geolocalizzazione, i consumatori possono scorrere la lista degli artigiani più vicini e selezionare il migliore. Ma, ancor di più, è possibile inviare una richiesta diretta allo specialista oppure un’urgenza a tutti quelli in zona. «Volendo, basta fare una foto del danno con il proprio telefonino, metterla online e attendere i riscontri e i preventivi “push” degli esperti. In media ci vogliono circa 2, 3 ore per incrociare domanda e offerta. Il record, però, lo abbiamo raggiunto a Milano: l’utente, per un guasto al condizionatore, ha ricevuto ben 4 proposte d’intervento in soli 15 minuti».

Un cambio di paradigma, una vera e propria rivoluzione per il settore, senza perdere momenti preziosi a sfogliare elenchi obsoleti o a scandagliare il Web. Qui l’approccio viene rovesciato e potenziato tecnologicamente, visto che non è più solamente l’individuo comune a esser costretto ad affidarsi al primo professionista che capita, senza elementi sufficienti in grado di guidare la scelta. Allo stesso modo il tecnico, tramite la piattaforma, può espandere il proprio “pubblico”, acquisendo visibilità sul territorio di riferimento, in un raggio di 20, 30 chilometri.

La concorrenza, per quanto riguarda il contesto nazionale, è praticamente nulla. «LocalJob è stato prima presentato come progetto originale in alcuni nostri esami accademici, per essere poi testato nel capoluogo dell’Emilia Romagna, dando subito risultati molto incoraggianti». Il rilascio effettivo sull’intera Penisola è effettivamente avvenuto a inizio 2015 «e, a oggi, contiamo circa 6mila fruitori e 3mila iscritti. Iscritti che sono mutati come tipologia. Abbiamo 4 categorie (“Casa, giardino e tecnologie”, “Servizi a persone e animali”, “Organizzazione eventi”, “Mezzi e trasporti”) e 50 mestieri. Ai classici elettricisti e idraulici si sono aggiunti fotografi, meccanici, imbianchini, personal trainer, calzolai, baby sitter, hostess, perfino tatuatori… Di conseguenza è variata la platea, attualmente molto più ampia e complessa, visto che, in origine, il servizio era stato pensato, in particolare, per studenti, lavoratori fuori sede e turisti in vacanza».

L’inserimento nel database della app e il contatto diretto consumatore/fornitore sono gratuiti. L’artigiano, volendo, può attivare, al costo di 9 euro al mese, l’opzione “raggiungibile in modalità urgenza” e, con 34 euro ogni 30 giorni, il pos mobile. Intanto la squadra di SocialCities continua a ottenere successi: «Siamo stati selezionati da Start-up Chile – mi spiega Alessandro Di Teodoro, che è originario di Alba Adriatica (Teramo) -. Start-up Chile è il programma, creato dal governo cileno, che cerca di attirare imprese di ultima generazione, ad alto potenziale, per aiutarle nella fase di “bootstrap”. Ci sono stati offerti un visto di lavoro di un anno e 40mila dollari per mirare alla dimensione globale e promuovere reti con l’ecosistema economico locale. Ci siamo imbarcati anche in questa avventura emozionante».

L’obiettivo è quello di rilasciare, accanto a quella in italiano e in inglese, una versione spagnola di LocalJob, per entrare nel mercato sudamericano. «Nelle scorse settimane, abbiamo inaugurato la “landing page” dedicata, ricevendo già le prime 70 registrazioni. Ottimo, e quasi inaspettato, il successo ottenuto dalle lezioni di lingua». Da Santiago il mondo può essere, adesso, veramente più vicino!

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