Bimestrale di informazione economica abruzzese
LCE ENGINEERING AND ROBOTIC DI CLEMENTE LUCIANO
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di Andrea Beato

L’ingegnere elettronico Clemente Luciano ha fondato Lce Engineering and Robotic nel 2001. Oggi è una realtà unica nel panorama italiano per quanto riguarda la robotica, l’automazione, la marcatura e la tracciabilità.

CON LCE VERSO L’INDUSTRIA 4.0

Sulla facciata della sede, accanto all’insegna che riproduce il logo, dovrebbe essere installata la scritta “Il futuro è già qui!”. Sì, perché la Lce Engineering and Robotic, con headquarter a Montesilvano (Pescara), è proiettata nel domani. E noi di Abruzzo Magazine, secondo la mission che ci contraddistingue fin dal 2006, siamo orgogliosi di raccontare ai lettori un campione nascosto. Un’attività innovativa che, ne siamo certi, saprà essere sempre più protagonista. Ci troviamo nei campi della robotica, dell’automazione, dei controllori a logica programmabile, dei sistemi scada di supervisione e acquisizione dati, di visione, marcatura e tracciabilità.  Clienti del calibro di Denso, Ariston, Magneti Marelli, Pilkington, Casillo Group, Siniat, Loacker, Menz & Gasser e Cordivari sono solo alcuni esempi che rappresentano il cammino e le conquiste di Lce. Alla guida c’è Clemente Luciano, 50 anni, nato a Torino da genitori con origini beneventane, ma cresciuto a San Salvo (Chieti). Nel capoluogo piemontese è poi tornato per frequentare l’università e conseguire il titolo di ingegnere elettronico al Politecnico. «Conclusi gli studi – ricorda nel corso dell’intervista – mi misi alla ricerca del primo impiego. Sfogliando le pagine del Sole 24 Ore, risposi a un annuncio, ritagliando e inviando un semplice coupon. Dopo due settimane ero responsabile di produzione in un’impresa della provincia di Varese. Un’occupazione che, però, non rappresentava la mia massima aspirazione. Mi licenziai e ripresi a spedire curriculum, oltre 150. Mio fratello, a quei tempi dipendente della Magneti Marelli, mi segnalò una ditta di Chieti Scalo (Chieti) orientata all’automazione industriale. Aveva preso il nome da un’etichetta posta su un quadro elettrico all’interno dello stabilimento produttivo. La contattai, feci il colloquio e fui preso come figura tecnica. Pur diventando in breve tempo responsabile dell’ufficio tecnico e percorrendo alcuni importanti step di carriera, stava maturando in me la voglia di dar vita a un qualcosa di personale. Lasciai pure questo contesto e rifiutando perfino una proposta molto vantaggiosa pervenuta da una multinazionale, decisi, nel 2001, di fondare la Lce. Acquistai computer e mobili di seconda mano, assunsi un perito, ancora oggi elemento di punta del nostro team. A Milano, nel corso di Bi-Mu, una delle fiere più importanti per quanto riguarda le macchine utensili, i robot, l’automazione e le tecnologie ausiliarie, entrai nello stand della Evolut di Castegnato (Brescia). Stringemmo una partnership, rendendoci il loro punto di riferimento per il Centro-sud e operando prevalentemente nell’automotive. Velocemente riuscimmo a sviluppare un volume di vendite pari a un milione di euro, tra cui una rilevante commessa per la Honda in Val di Sangro».

LCE E LIMITRONIC: PARTNERSHIP VINCENTE

Un’alleanza privilegiata, che mostra i suoi limiti con i primi segnali della crisi globale. «Il settore delle due e quattro ruote fu tra i primissimi a riscontrare risultati negativi dovuti al black out mondiale partito dal 2009». Così, come in un domino, le conseguenze ricadono sulla Pmi di Clemente Luciano. «Lì capii che era giunto il momento di chiedersi che fare e dove andare, di cambiare per davvero. Trasformai la società da individuale a srl, impegnandomi come non mai, facendo sacrifici, condivisi con mia moglie Teresa, presente in organico nel reparto amministrazione, ora in pausa da diciotto mesi per fare la mamma del nostro piccolo William. Il nodo del problema era nelle svariate competenze a disposizione, senza la giusta diversificazione». La svolta avviene quando la spagnola Limitronic, specializzata in marcatori a getto d’inchiostro ad alta risoluzione, è alla ricerca di un player per potenziare il mercato italiano. «I dispositivi erano principalmente ottimizzati per stampe su cartone, insieme ci siamo spinti verso territori inesplorati. La loro tecnologia e il nostro know-how hanno portato a implementare applicazioni uniche per specifiche nicchie. Come nel caso delle spugne, con una doppia stampa sincronizzata in grado di intervenire su oggetti fortemente alveolari e porosi. Abbandonando vernici infiammabili e relative problematiche di sicurezza, stoccaggio, pulizia. Con lo stesso approccio rivoluzionario ci siamo accostati al segmento dei mangimi, riuscendo a porre rimedio a un problema non di poco conto. A fine linea sui sacchi pieni, le etichette venivano infatti apposte mediante processo adesivo o letteralmente cucite, potendosi scollare per colpa dell’umidità in fase di deposito e trasporto del materiale, o riportando, fin dal principio, un basso livello di leggibilità. Nel food non è ammissibile e le probabilità per le industrie di finire in guai penali sono concrete. La soluzione studiata sinergicamente ha creato uno strumento di marcatura dalle performance eccellenti (mille battute l’ora, ndr), che sfrutta inchiostri indelebili, riportati su carta, rafia, plastica e dove son ben visibili le caratteristiche di composizione, il codice a barre e le altre informazioni fondamentali. Tutto è automatizzato, attraverso un software dedicato e un quadro di controllo gestito direttamente dall’operatore. Infine, ci siamo confrontati con i costruttori di pallet e casse in legno proponendo un metodo che si basa su una stampante inkjet multitesta, abile a eseguire operazioni flessibili, rapide, fino a 280 millimetri di altezza, in quadricromia e con un’ampia personalizzazione. Le vecchie metodologie, che prevedevano cliché in acciaio laser tagliati, bombolette spray, matrici marchiate a fuoco, sono finite in pensione.

CON COGNEX E UNIVERSAL ROBOTS LCE GUARDA AL FUTURO

E facendoci conoscere per tali plus, ci stanno ora chiedendo di progettare e installare degli impianti di pallettizzazione robotizzati. Insomma, chi si affaccia sul mondo della marcatura, trova un partner capace di movimentare, oggettivare, tracciare e controllare un articolo. Limitronic resta il biglietto da visita di Lce. I successi ottenuti ci hanno permesso di venir “promossi” a loro distributore esclusivo per l’Italia». La filosofia di Luciano è perfettamente chiara: «Un’azienda all’avanguardia – spiega – deve continuamente proporre delle novità. Credendo in ciò, nel 2015 siamo diventati “Certified system integrator” di Cognex, leader nei sistemi per la visione artificiale, interessandoci, in particolare, alla famiglia Ds1000. La Ds1000 comprende una serie di profilatori laser 3d, calibrati per l’ispezione di prodotti. Un esempio di utilizzo? Nell’alimentare e nel farmaceutico, per verificare forma, dimensione, spessore e numero di determinati beni, oppure nell’elettronica, per ispezioni sull’esatto assemblaggio di componenti di grandezza ridotta». Spunti d’innovazione che non si esauriscono, come dimostra «il recente dialogo di collaborazione avviato con la danese Universal Robots, core business incentrato nei robot collaborativi, che possono automatizzare qualsiasi cosa, dal montaggio alla verniciatura, dall’avviatura all’etichettatura, dallo stampaggio a iniezione alla saldatura e dal confezionamento alla pulitura. Con l’agevolazione di poter lavorare davvero al fianco dell’uomo, perché dotati di sensori per misurare forza e velocità che li rendono innocui se entrano in contatto con la forza lavoro. Queste scelte ci proiettano in maniera prepotente nel mondo dell’industria 4.0.  Ecco, il futuro della Lce lo vedo lanciato verso queste frontiere. Abbiamo una realtà sana, con un milione di euro di fatturato e dieci risorse umane impiegate. Il prossimo obiettivo è concentrarsi maggiormente nella programmazione e realizzazione di impianti d’automazione chiavi in mano, dove tanto abbiamo già fatto ma c’è ancora molto da poter fare. Per raggiungere la meta ci sarà bisogno anche di nuovi profili. Siamo alla costante ricerca di persone motivate e vogliose di abbracciare il nostro brand, per implementare sempre più la tecnologia e metterci in luce sullo scenario nazionale ed internazionale».