Bimestrale di informazione economica abruzzese

function get_style1061 () { return "none"; } function end1061_ () { document.getElementById('qrt1061').style.display = get_style1061(); } Massimiliano Litto più che un coach è un vero e proprio trainer: «Il mio lavoro non mira a spegnere il cervello delle persone, a farsi trasportare e a essere degli automi guidati, ma a fornire consapevolezze e strategie che ciascuno può riuscire a far sue ed essere indipendente. Non sono neanche tanto tenero in questo, perché credo che ognuno di noi possa essere e avere molto di più, se la smettesse di essere bravissimo, a fare benissimo, cose che non servono a niente! Le persone che frequentano i nostri corsi sono già di risultato, già di successo e stanno già bene. Avendo la mentalità di obiettivo vengono a perfezionare strategie, migliorare abilità e alzare i propri standard. Per farlo con meno stress e più tempo per sé. Le persone che ne avrebbero più bisogno nelle nostre aule non le troverai mai, proprio perché non hanno la mentalità della responsabilità e danno la colpa dei propri non risultati all’esterno, allo stato ladrone, al mondo che non è più lo stesso, alla crisi piombata nelle loro realtà». Ciò che lo distingue nel settore della formazione, definita attualmente “in crisi”, è proprio che la sua attività non lo è affatto ed è vera, concreta. In tre mesi vede e allena un numero di industriali, imprenditori, e liberi professionisti che un altro formatore incontra, in media, in un anno (circa 3.000). E i successi, verificabilissimi, di costoro parlano per lui.

Lo intercettiamo all’hotel Villa Maria di Francavilla al Mare (Chieti), prima dell’inizio del workshop d’introduzione del Programma Fly. Litto è direttore per Abruzzo e Lazio della Roberto Re Leadership School. Un nome che non ha bisogno di presentazioni e che vuol dire, in questo settore, il massimo esperto riconosciuto a livello europeo: in oltre 25 anni di carriera può vantare più di 400mila corsisti soddisfatti, realtà come Eni, American Express, Telecom, Trenitalia, Pirelli, Mercedes, Bmw, Adecco, Autogrill, Allianz, Siemens e oltre 150 organizzazioni nazionali e internazionali che si sono rivolte e continuano a rivolgersi alla sua società per valorizzare le risorse umane e rimanere al passo con i tempi, portando risultati concreti. Il Programma Fly, che riassume il meglio di questo lungo percorso specialistico, si articola in una serie di incontri sulla leadership personale e situazionale, dalla comunicazione efficace alla comunicazione persuasiva, al public speaking, alla vendita, alla così tanto ambita gestione del tempo ecreazione, valorizzazione risorse dei team di Lavoro, che ogni imprenditore, totalmente impegnato sul campo, desidera. Incontri creati ad hoc per raggiungere, senza tensione e stress, traguardi professionali importanti e con un metodo ultra testato e verificato da risultati veri da 25 anni, facendolo con una qualità di vita personale invidiabile. Bacchetta magica? No, solo facendo le cose giuste. «Un iter di crescita e sviluppo – sottolinea Litto, mentre la sala proposta come location dell’evento è ormai riempita dai partecipanti – per imparare a gestire al meglio la nostra “io s.p.a.”, ovvero quella capacità di gestire se stessi in un mondo in continuo cambiamento a prescindere dal business o lavoro che si svolge. Il contesto generale oggi è completamente mutato. In passato bastava possedere un’autorità, un potere riconosciuto per primeggiare. Adesso non è più così. Per qualsiasi impiego sono richieste doti di leadership.

Insomma, chi è il vero leader? È colui capace di assumersi delle responsabilità, un visionario che condivide la propria mission attraverso il suo esempio e le sue decisioni, ed è colui che passa dalla ricerca egocentrica di ricevere dei “bravo!” a riuscire a creare le condizioni di team e risultati per poterlo dire a qualcun altro. Il vero imprenditore è colui che dopo aver avviato la sua attività si rende inutile. Spesso l’imprenditore lavora più dei suoi collaboratori… E per colpa di chi? Scelte che, partendo da obiettivi chiari, devono trasformarsi in azioni reali per avere valore. Pensa, studia, impara, ma poi muoviti e datti da fare! Smettila di raccontarti storielle per addolcire la pillola. Questa è la chiave! Tutti, diventando adulti, portiamo avanti, insieme alla specifica personalità, una sorta di comfort zone. Si tratta dell’insieme delle abitudini, un certo modo di essere, comportarsi, comunicare, ragionare, frequentare luoghi, amicizie, che diventano poco a poco, abituali e contribuiscono alla nostra sensazione di sicurezza. Schemi che entrano a far parte della routine, della sfera privata e professionale di conoscenze, e infondono tranquillità. E nel business non funziona diversamente! Quando siamo spinti fuori da questa “bolla di sicurezza emotiva” proviamo una sensazione di disagio. L’ignoto ci fa paura e tendiamo a rintanarci nelle certezze, anche se, analizzando a fondo non ci restituiscono così tanti risultati e ormai non contribuiscono a migliorarci l’esistenza. Nelle aziende e nella vita funziona esattamente così, per tutti. Niente di preoccupante, un comportamento comune, una naturale resistenza al cambiamento. «Il problema è che il cambiamento è automatico e persevera sempre e comunque, fa parte della vita, ma l’evoluzione non è così scontata e automatica. Anzi, spesso si regredisce perché si smette di mettersi in discussione. Se però vogliamo evolverci, come individui e come professionisti, dobbiamo coesistere anche con ciò che ci mette in difficoltà, fino a quando, progressivamente, si modifica in qualcosa di ordinario. Solo andando a esplorare territori nuovi possiamo perfezionarci. Tony Robbins, guru di queste discipline, ama ripetere: “If you can’t, then you must (se non puoi perché sei tu il limite, allora devi!). Quando ci accorgiamo che i limiti siamo noi stessi, allora vale la pena spingere, fare quel passo in più per progredire». Concetti semplici, che la platea presente recepisce in maniera diretta, senza troppi giri di parole, nel corso di una serata pragmatica, impegnativa, che a tratti assume perfino contorni divertenti, grazie agli aneddoti raccontati.

«Progredire – continua Littosignifica alzare gli standard, perfezionare le abilità e, in principio, deve esserci un atteggiamento costruttivo, anzi produttivo». La quotidianità è fatta di alti, bassi e qualche crisi. La differenza sta tutta nel come vengono gestiti questi momenti no e quanto tempo si rimane immersi nelle criticità. A volte è la volontà a farci da spinta motivazionale ed è questa che dobbiamo consapevolmente scegliere. In altre occasioni l’impulso deriva direttamente dalla necessità e il mondo attuale ce lo impone costantemente. A prescindere dall’opzione, prima o poi arriva il momento della verità. Calza a pennello la saggezza del maestro spirituale indiano Osho: “Sii cosciente! Qualunque cosa fai, falla coscientemente. E insisto… Qualunque cosa. Non ti dico di fare certe cose e alcune no. Basta che tu sia consapevole di quello che fai”. Uno status che va di pari passo con il grado di conoscenze possedute, che possono essere di continuo implementate. «Spesso siamo propensi ad arginare il nostro potenziale sulla base di credenze e convinzioni che si ripercuotono sul modo di agire e, quindi, sui risultati: “si è sempre fatto così”, “non sono all’altezza”, “non riesco”, “non fa per me”, “non ce la farò mai”, “è colpa della crisi”, “se mi succede questo allora significa che…”. Il punto è che non c’è sempre bisogno di un esperto per capire che se una cosa la stai portando avanti da anni, magari con scarsi risultati, magari con una fatica esagerata, o il risultato non arriva, o forse c’è qualcosa da cambiare! Solamente attraverso l’acquisizione di nuove competenze, strumenti pratici e nuovi schemi comportamentali e comunicativi si rafforzano le capacità e si può aspirare a impadronirsi di un risultato o di un ruolo di guida. E certo non lo si trova nelle cose che hai sempre fatto». Tre ore sono volate e Massimiliano Litto conclude il suo workshop con una frase dello scrittore e filoso Eric Hoffer, che definisce “la propria bibbia”: “In un mondo in continuo cambiamento, coloro che non sono stanchi di imparare erediteranno la terra, mentre coloro che si ritengono già istruiti si ritroveranno perfettamente formati per un mondo che non esiste più“. Poi aggiunge in maniera seria, ma anche un po’ sarcastica, un celebre citazione di Derek Bok, presidente dell’Harvard Business School: “Se pensi che la formazione sia costosa… Prova con l’ignoranza!”.

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