Bimestrale di informazione economica abruzzese

di Andrea Beato

Irplast, uno dei principali operatori del settore packaging a livello europeo, è una realtà italiana, con un fatturato di 95 milioni di euro. Un’impresa integrata verticalmente: dalla produzione di film in polipropilene biorientato, a cura della divisione Bimo, alla stampa di etichette e nastri adesivi. Food, beverage, tabacco e detergenza i segmenti principali nei quali opera. L’headequarter si trova a Empoli, ma due siti produttivi sono ad Atessa (Chieti), con una capacità produttiva di 50mila tonnellate/anno di film Bopp. Recentemente la dirigenza ha annunciato un cospicuo investimento proprio in Abruzzo. La buona notizia è arrivata direttamente dall’amministratore delegato, Fausto Cosi.

Dopo anni impegnativi, l’azienda rilancia con un piano industriale da 15 milioni di euro per i prossimi 3 anni. Un obiettivo raggiunto attraverso la concertazione con gli altri stakeholder. Può essere questo un modello d’ispirazione per l’intero territorio e per il suo sviluppo?

«I risultati raggiunti da Irplast in questi anni sono il frutto di un lavoro congiunto, che ha visto l’interazione e la partecipazione fattiva di tutti i soggetti coinvolti: il management, i lavoratori, le istituzioni politiche ed economiche, i sindacati e gli istituti bancari. La competizione internazionale, sempre più imponente, ha determinato la necessità di un’identità locale forte, con visione progettuale condivisa. Siamo convinti che questo modello possa funzionare in qualunque realtà economica moderna che intenda lo sviluppo come crescita dell’organizzazione per la generazione di benefici collettivi».

Gli investimenti prevedono anche l’ampliamento di uno degli stabilimenti di Atessa (Chieti) per il trasferimento di una linea produttiva dall’altro plant attiguo, che permetterà di inserire nuova forza lavoro e incrementare la produttività. Tutto questo, tradotto in numeri, cosa significa?

«La ripresa strutturale e gli accordi raggiunti hanno consentito d’intraprendere la strada della progettualità prevedendo nuove misure organizzative e nuovi investimenti. Tra questi s’inserisce il trasferimento di una delle linee produttive all’interno di uno dei due stabilimenti Bimo, che permetterà di ottimizzare i tempi di lavoro, riducendo i costi industriali per una maggiore produttività, permettendo così a Irplast di soddisfare un ricco  portafoglio ordini. La riduzione dei costi di energia, l’aumento della capacità installata con nuovi macchinari e il miglioramento dell’automazione concorreranno a incrementare la produttività aziendale complessiva».

Volete imporvi sul mercato come la “Louis Vuitton delle pellicole”. In questa visione qual è e quale sarà la funzione dello stabilimento abruzzese e quale quota rappresenta sul totale del business?

«Per la creazione di valore l’innovazione è una priorità. Dall’etichettatura primaria si è passati alla sua evoluzione con la ricerca di soluzioni sempre più sofisticate. Grazie ai continui investimenti in Ricerca&Sviluppo, Irplast si è affermata a livello europeo nella produzione di etichette e nastri adesivi a elevato contenuto tecnologico e a basso impatto ambientale. Il polo produttivo di Atessa (Chieti) rappresenta un vero e proprio centro d’innovazione tecnologica: Bimo contribuisce in modo sostanziale a comporre il processo d’integrazione verticale che caratterizza il business model di Irplast, dalla produzione di film in polipropilene biorientato (a cura di Bimo), alla stampa di etichette e di nastri adesivi. L’avanzamento progettuale e tecnologico di Bimo ha sviluppato nel tempo un know-how unico per la produzione di film retraibili, perfettamente adattato a macchine di confezionamento ad altissima velocità, garantendo importanti vantaggi competitivi di produttività. Lo sviluppo di nuovi film e di nuove applicazioni viene realizzato in stretta collaborazione con la clientela, con i fornitori di materie prime e con laboratori e i centri di ricerca specializzati nel settore. L’assistenza tecnica ai trasformatori e agli utilizzatori finali si avvale di tecnici con provata competenza e lunga esperienza operativa nel campo specifico. Bimo rappresenta il 50% del valore totale del business ed esporta il 77% della produzione».

Le risorse destinate alla R&S per il triennio 2016-2018 consentiranno di soddisfare un portafoglio ordini già consistente. Possiamo anticipare qualcuna delle prossime commesse o qualche progetto che vi vedrà presto impegnati?

«In un mercato molto competitivo e difficile, siamo riusciti ad aumentare il market share e a penetrare su nuovi mercati. In particolare, per il mercato del tabacco Irplast si è aggiudicata nuove e importanti commesse che la vedranno impegnata nei prossimi anni anche in nuovi contesti come la Cina, uno scenario nuovo con enormi potenzialità di sviluppo. Oggi l’attenzione al packaging è massima da parte di tutti i produttori internazionali di beni di largo consumo che riconoscono alla confezione, e ai plus a essa correlati, una componente fondamentale dell’innovazione di prodotto».

Con l’headquarter localizzato a Empoli (Firenze), come definite la vostra esperienza imprenditoriale in Abruzzo?

«Irplast oggi è un’azienda europea, con vocazione internazionale. Leader di riferimento da anni sui mercati del Vecchio Continente, oggi il Gruppo intende crescere in aree a forte sviluppo economico. I due siti produttivi di Empoli e di Atessa lavorano in totale sinergia. L’esperienza imprenditoriale in Abruzzo è molto positiva: qui abbiamo trovato le migliori condizioni per lavorare in sintonia con tutti gli attori locali. Auspichiamo, anche per il futuro, la prosecuzione di un percorso condiviso, in cui il confronto continuo rappresenta l’elemento cardine per una crescita sostenibile, in grado di generare benefici diffusi».