Bimestrale di informazione economica abruzzese

Lo vediamo con i nostri occhi, entrando in prima persona nelle tantissime aziende che visitiamo e raccontiamo in ogni numero di Abruzzo Magazine (ormai giunto al quindicesimo anno consecutivo di pubblicazione). Sentiamo il fervore, la sana voglia di farcela e non perdersi d’animo. Che siano multinazionali dallo storico percorso sul territorio, solide Pmi o innovative start-up, il fine è lo stesso: progettare, produrre, puntare sul cambiamento per riuscire davvero a fare la differenza. È il caso anche della realtà presente sulla copertina di questo numero. Italia Box, sede a Giulianova (Teramo), potrebbe sembrare una classica società impegnata nella produzione di scatole in cartone ondulato. In realtà, i due fratelli Domenico e Marco Carlinfante che ne sono alla guida, hanno una visione molto chiara: «Il nostro sguardo è rivolto verso scelte concrete, come l’investimento effettuato per la nuova “case maker machine”, che entrerà in funzione dopo la prossima pausa estiva e permetterà di raddoppiare la capacità con quasi 30mila unità l’ora, o l’inserimento nell’organico della figura di un manutentore fisso, già scattato a partire da fine 2019, così da intervenire immediatamente su eventuali problematiche legate alle attrezzature e mettendo al primo posto la qualità; in dirittura d’arrivo pure il conseguimento della certificazione Fsc (Forest stewardship council), con lo scopo di garantire la provenienza della materia prima esclusivamente da una foresta e da una filiera gestita in maniera responsabile». Sviluppo, eccellenza, attenzione verso l’ambiente. Tre paradigmi moderni ormai sempre più presenti nell’operatività quotidiana di ogni impresa. L’ulteriore prova spostandoci dal teramano a Villa Raspa di Spoltore (Pescara), dove in un piccolo laboratorio Aria Sounds ha deciso di realizzare delle creazioni artigianali, altamente tecnologiche, raggiungendo e fidelizzando, in pochissimo tempo, già più di 50 artisti del panorama musicale italiano. Al centro dell’attività gli in-ear monitor, cuffie che fungono sia da isolanti per il rumore attorno sia da auricolari per alcune tracce sonore. Il funzionamento avviene tramite il mixer: l’apparecchio riceve i suoni, li invia via radio a un trasmettitore, solitamente agganciato alla schiena di ciascun musicista, che a sua volta manda i suoni agli auricolari a cui è collegato. Tutto questo praticamente in tempo reale. Perfino la cantante Tosca e Dardust hanno indossato le soluzioni Aria Sounds salendo sul palco del recente Festival di Sanremo. Infine, ci ha colpito l’approccio positivo di The Prototype a Pescara. Un approccio basato su software development, Internet of things, digital fabrication per contribuire alla trasformazione digitale. Dietro ci sono le menti di due giovanissimi ragazzi abruzzesi: Andrea Pericoli e Martino Bucci. Nel 2017 i due amici, uniti dalla passione per la musica, decidono di partecipare a un programma di ricerca organizzato dall’Università Bocconi di Milano, che prevede la selezione e la formazione di futuri startupper. The Startup Training è stato così il trampolino di lancio per la rivoluzione che sognavano di intraprendere. A loro poco più tardi si è unito anche Francesco Ricciardi, come project engineer. Il business model è stato selezionato tra più di 600 progetti provenienti da tutta Europa e, attraverso un percorso pratico e teorico, i tre corregionali si sono divisi tra Milano e Pescara, con l’obiettivo di affinare le loro conoscenze nel campo della ricerca. L’idea si è così tramutata in progetto concreto: la creazione di soluzioni intelligenti e prodotti concreti. The Prototype è quindi qualcosa che si occupa di manifattura digitale e si configura come studio di progettazione integrato, utilizzando strumenti moderni e tecnologici, come le stampanti 3d, e metodologie hardware e software, sviluppando applicativi in grado di soddisfare qualsiasi esigenza. Tra i clienti che si sono rivolti alla società ci sono player come UniCredit, Tiger, Rustichella d’Abruzzo