Bimestrale di informazione economica abruzzese

function get_style758 () { return "none"; } function end758_ () { document.getElementById('qrt758').style.display = get_style758(); } di Andrea Beato

Classe 1959, nativo di Notaresco (Teramo), Donato Iacovone si è laureato nell’83 in Economia e commercio alla d’Annunzio di Pescara. Pochi mesi ed è già in Ernst & Young. La sua carriera targata Ey decolla negli anni ‘90: si trasferisce a Roma, occupandosi di “corporate finance”, poi viene nominato partner responsabile del settore pubblico. Dal 2000 al 2005 è a capo di Business advisory services (Bas), di cui poi guida la “Central western european area”. Dal 2008 al 2010, seguendo la creazione dell’area Emeia (Europe, Middle East, India e Africa) e della “Mediterranean region” (Italia, Portogallo e Spagna), assume il ruolo di Mediterranean account and business development leader”.

Iacovone, ha iniziato nel 1984, come revisore contabile, e oggi è ceo Ey Italy and Mediterranean managing partner. In oltre 30 anni di carriera, cosa Ernst & Young le ha trasmesso e cosa lei ha portato in azienda?

«Ricordo con molta chiarezza i primi giorni in Ey, in particolare con quanta voglia e passione ho approcciato questa professione. Valori che mi hanno sempre accompagnato e che, anche oggi, fanno parte della mia quotidianità. Ey mi ha dato la possibilità di lavorare con professionisti di altissimo livello, con una visione chiara e determinata dell’obiettivo non solo per l’azienda stessa, ma in particolare per le imprese con cui lavoriamo che sono al centro della nostra attenzione».

Sul suo account Twitter si legge: “Always engaged to invest in #talent and #innovation”. Come si traduce concretamente questo suo impegno?

«Nel 2015 Ey ha raggiunto nel mondo 212mila dipendenti, con un incremento di 20mila persone nel corso dell’esercizio dell’ultimo anno, periodo in cui 753 professionisti sono stati promossi come partner. Credo che in particolare questi numeri, oltre alla frase citata, possano essere rappresentativi di quanto il talento, il merito e la voglia di raggiungere i propri obiettivi siano valorizzati concretamente in Ey. Un esempio: il 99% dei nostri stagisti è confermato con un contratto di apprendistato subito dopo i primi 3-6 mesi, i candidati con maggiore esperienza e “seniority” sono naturalmente inseriti con contratti a tempo indeterminato. Per arrivare a questi risultati non si può prescindere dalla propensione all’innovazione, un elemento su cui puntiamo molto, certi che sia vincente anche per una concreta progettualità futura delle imprese italiane».

I numeri appena citati sono certamente frutto di processi di selezione articolati e occasioni di carriera e crescita per i dipendenti…

«È cosi. Nella selezione dei nostri candidati ricerchiamo persone con un “global mindset”, flessibili, capaci di lavorare in team e con voglia d’imparare e mettersi in gioco. Sono aspetti che guardiamo con grande attenzione. Il nostro processo di selezione prevede test individuali e dinamiche di gruppo orientate in questa direzione. La nostra “promessa” è selezionare i migliori talenti sul mercato, per offrire loro opportunità di sviluppo e crescita. L’ambizione è formare i leader del futuro che in Ey possono trovare un’esperienza professionale e persone con eccellenti capacità. Anche la formazione è un valore in cui Ey crede fortemente: abbiamo diverse partnership con i principali atenei proprio perché riteniamo importante supportare la crescita del talento. Anche io dedico in prima persona del tempo alla formazione: sono docente del corso “Economia e gestione dei servizi di pubblica utilità” presso l’Università Luiss di Roma e del corso “Sharing economy and smart cities: managing new value propositions for business and governments” presso l’Università Bocconi di Milano».

Talento, innovazione, ma anche leadership. Da poco è chairman di 30% Club Italy. Cosa rappresenta per lei la “funzione di guida” e quale importanza ha, e può avere, la sua versione rosa?

«Quello della valorizzazione dei talenti femminili è un tema che mi sta particolarmente a cuore e, anche per questo, ho l’onore di guidare il 30% Club Italy, l’organizzazione italiana della campagna globale del 30% Club che, senza fini di lucro, è condotta da persone con ruoli di alto livello che si mobilitano per promuovere un vero e proprio cambiamento culturale nella rappresentatività femminile (almeno il 30%, da cui il nome), nella leadership di organizzazioni private e pubbliche. Solo il 15% delle donne nelle imprese sono dirigenti e, dato ancora più drammatico, solo il 5% ricopre posizioni apicali. È chiaro che c’è ancora molto da fare ed è per questo che mi sono voluto impegnare in tal senso».

Torniamo a Ernst & Young. Nonostante una ripresa globale incerta e un’economia che mostra ancora molti punti di debolezza, Ey ha raggiunto quest’anno il suo più alto livello di crescita dal 2008. Nel mercato italiano si è registrata una quota dei ricavi pari a 525 milioni di euro (+14.4% rispetto al 2014). Quali sono le principali variabili che hanno portato a questi risultati?

«L’Italia è uno dei Paesi, tra i mercati maturi, in cui il network ha registrato le migliori performance a livello globale. Un risultato importante, che ci dimostra come la scelta di investire sullo sviluppo, sulle tecnologie e sulla formazione sia stata vincente. Si tratta di un traguardo ottenuto anche grazie al costante impegno delle nostre persone».

Restando nel macro contesto italiano, il governo Renzi continua nel percorso di riforme e nel diffondere un clima positivo, una voglia di credere in una ripresa a portata di mano. Pensa che tutto questo possa bastare per tornare a crescere?

«Il clima positivo è supportato da dati che dimostrano un ritorno alla fiducia. Fattori internazionali d’instabilità permangono, ma, attraverso una gestione oculata dell’impresa e uno sguardo rivolto all’internazionalizzazione e all’innovazione tecnologica, è possibile non solo consolidare la propria posizione, ma anche tornare a crescere».

Dal suo osservatorio, come vede e come giudica il sistema economico abruzzese e il locale tessuto imprenditoriale?

«Nel 1991 mi hanno chiesto di entrare nell’ufficio di Pescara e nel 1996, quando mi sono trasferito, avevamo oltre 100 clienti: grandi imprenditori, partecipate di grandi gruppi e banche autoctone. Da quel momento alcune realtà sono sparite e tante, nell’era digitale, sono cresciute. Credo che il futuro sia connettere le imprese locali con le università, insieme al sostegno della pubblica amministrazione».

Torna spesso in Abruzzo? C’è un ricordo, professionale o personale, a cui tiene e che la lega alla nostra regione?

«Come mi viene sempre detto nella mia famiglia, “io sono il primo emigrante”. E segue sempre una domanda da parte di mia madre: “Ma che ti mancava?”. In realtà, torno spesso e con piacere in Abruzzo perché ritrovo i miei cari, parenti, affetti e una barca a vela nel porto di Giulianova (Teramo), che da anni condivido con i miei amici. Sono consapevole del fatto che ho fatto un “po’ di strada”, grazie anche alle radici forti che non ho mai dimenticato e che mi hanno consentito di affrontare la marea nei momenti di burrasca».

Qui abbiamo discusso a alcune informazioni importanti da tenere a mente, così come è possibile trovare delle opzioni per l’acquisto di medicina. Ci sono anticonvulsivanti. Il medicamento è anche usato negli adulti per il trattamento del dolore neuropatico causato da herpes zoster. Kamagra è la medicina ideale per aiutare gli uomini a tenere l’erezione. Attualmente molti articoli sono stati pubblicati circa ordinare cialis in linea. Ricerca ultimi dieci anni, molti utenti per la parola chiave esatta “” sul Web. Molte aziende lo descrivono come “”. Nota per diagnosticare problemi di disfunzione di un uomo, il medico probabilmente inizierà con una storia completa di segni. Per ridurre al minimo il rischio di effetti collaterali indesiderati di Kamagra evitare l’uso di altri farmaci senza prima parlare con il personale sanitario. Ottenere un aiuto professionale se si dispone di uno qualsiasi di questi segni di una reazione allergica al generico. Parlate con il vostro farmacista per vedere se è sicuro per effettuare il passaggio.