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Sapevamo già, in redazione, che questa sarebbe stata un’uscita primaverile incentrata sul mondo del vino. D’altronde è periodo di Vinitaly e, ogni anno, con una nutrita squadra di colleghi ci spostiamo a Verona per seguire da vicino la kermesse e le realtà abruzzesi che vi partecipano. Quello di imprevedibile è che, costruendo prima il contenitore e poi il timone del numero in questione, ci accorgessimo che il tema fosse un vero e proprio leitmotiv. Subito gli esempi.

Nel primo reportage d’azienda abbiamo conosciuto da vicino Dalton Biotecnologie. Fondata nel 1974 da Claudio Mazzoni, si occupa di processi biologici legati alle produzioni alimentari. Il settore di riferimento è la microbiologia applicata al food e al probiotico. Per dirlo in parole povere, microrganismi impiegati nell’industria casearia, panificatrice, fermentiera, strettamente connessi alla sicurezza di ciò che mangiamo, alle sfumature di gusto e olfattive che solo certi cibi sanno esprimere. Ma anche al forte legame con il territorio d’origine, facilmente traducibile in valore aggiunto dal punto di vista commerciale.

E nel corso dell’intervista con i vertici, l’attenzione si è spostata verso la divisione incentrata esclusivamente nell’ambito enologico. «Una delle attività più coinvolgenti – ci spiega Giuseppe Sebastio di Dalton – è la “selezione in vigna” di lieviti indigenti, Saccharomyces e non, tramite l’attuazione di programmi personalizzati di isolamento e sviluppo di specie e ceppi che fanno parte delle microflora spontanea. Prelevati dal campo, i migliori ceppi vinari vengono forniti alla cantina sotto forma di lieviti freschi, anche con certificazione bio, che garantiscono correttezza e ripetibilità del processo, tipicità e distinguibilità nel risultato finale. La via rappresenta un valido strumento per tipizzare i vini, per legarli all’area di provenienza e valorizzare la biodiversità nell’espressione del terroir. Vogliamo promuovere, così, il mantenimento di specifiche identità tecnologiche territoriali, che possano contrastare il rischio di omologazione dei vini».

Un approccio nuovo viene, inoltre, da Air Abruzzo, il primo operatore abruzzese, nel 2014, a ottenere il riconoscimento per effettuare operazioni professionali con droni. Oltre alle classiche ripreso video, nella mente di Antonello Di Matteo, amministratore della società, ci sono infatti molti progetti sperimentali. Come quello in collaborazione con il dipartimento di Bioscienze, tecnologie agro-alimentari e ambientali dell’Università di Teramo, per la viticoltura di precisione. Grazie a sensori infrarossi e a camere multi spettrali montate sugli apparecchi è possibile individuare lo stato vegetativo delle piante e le caratteristiche idrologiche dei terreni, consentendo la regolazione della concimazione e determinando gli esemplari in difficoltà, ottimizzando notevolmente il lavoro agricolo e le spese per la fertilizzazione dei campi. Si fa una vera e propria radiografia a ogni singola vite, in modo da vinificare in maniera differenziale e ottenere il risultato desiderato in termini di gradi zuccherini, acidità e altri parametri. Sembra fantascienza, però qualcosa nel settore si muove e gli imprenditori sono molto interessati a migliorare. Spostandoci completamente di piano, abbiamo dedicato ampio spazio al mondo bancario e finanziario.

A tu per tu con Giovanni Forestiero, responsabile per il Centro Italia di UniCredit, il nostro Maurizio Delfino ha analizzato il piano del Gruppo per il triennio 2015-2018: in ballo 1 miliardo di euro per rilanciare l’Abruzzo e una maggiore redditività con crescita e innovazione. Infine, nella storica sede di via Colonnetta, la Nuova CariChieti ha organizzato un interessante forum dal titolo “Le banche del territorio”. Occasione per riflettere sul ruolo e sul futuro degli istituti locali, con l’auspicio che un player dalle spalle larghe possa acquisire la Cassa teatina e puntare su investimenti che ne migliorino la governance e l’infrastruttura tecnologica.