“VADO IN ABRUZZO!”, REGIONE CON TANTO POTENZIALE

di Marco Taviani – Foto Sara Seccamonte

Intervista a Julian Delfino, direttore dello storico albergo Serena Majestic del Gruppo Bluserena.

L’ABRUZZO, UNA TERRA ANCORA NASCOSTA

Qualche anno fa un’associazione internazionale di cultori del turismo rurale e monastico, rivelava che la qualità e in rapporto alle ben diverse dimensioni dei territori, la quantità di insediamenti monastici ed eremi dell’Abruzzo, competono con quelli dell’area del Tibet! «Se le decine di migliaia di persone che vanno, da tutto il mondo, in Tibet, sapessero che cosa trovano in Abruzzo – diceva più o meno il report -, l’Abruzzo farebbe fatica a gestire le prenotazioni e gli accessi, in tutti i mesi dell’anno». Turismo vuol dire, a seconda delle visioni e dei criteri di lettura, qualcosa fra il 6 (secondo un principio a comparti stretti) e il 13% del Pil nazionale. Parliamo dell’8% della voce “Servizi”, ben di più delle “Costruzioni”, più dell’aggregato “Professioni scientifiche e tecniche”. Ma soprattutto un settore a moltiplicatore alto, almeno il 2,5. Il moltiplicatore è un fondamentale strumento di macroeconomia, cioè misura l’effetto leva della spesa e investimento in un settore. Turismo e cultura, a dispetto dei luoghi comuni, sono investimenti altamente produttivi. Ne parliamo con Julian Delfino, che dopo oltre trent’anni vissuti a gestire strutture in tutto il mondo, da ottobre 2022 ha preso la direzione dello storico Serena Majestic di Montesilvano (Pescara). «A gestire strutture e ad aprirle ex novo – precisa il direttore sorridendo -, perché in Calabria, in Sicilia, in Brasile, in parte in Tunisia, ho fatto l’esperienza della start up. E vi assicuro che seguire la realizzazione, i programmi, le attività che precedono l’apertura del cancello o dell’atrio da cui entreranno le persone che vogliono vivere i migliori momenti del loro anno – dice Delfino senza il sorriso di prima, perché nel volto si legge adesso la memoria di quei momenti – fa tremare i polsi».

I NUMERI DEL SERENA MAJESTIC, STRUTTURA ALBERGHIERA DELL’ANNO

Dopo aver vissuto e lavorato in Martinica, Guadalupa, Francia, Tunisia, Brasile, Grecia, Egitto, Corsica, Turchia, il rientro nella struttura punta di diamante della ricettività abruzzese, tornata ai fasti di un tempo, nel 2023, con 103.860 presenze. Numero che si comprende sia guardato da solo che in paragone ai dati della regione. 5 milioni e mezzo di presenze per l’intero Abruzzo, 853.000 per la provincia di Pescara di cui ben 418.000 per la sola Montesilvano. Un complesso alberghiero, insomma, che ha fatto il 12% del turismo della provincia e che si è meritato anche il titolo di “Struttura alberghiera dell’anno” di cui hanno parlato le cronache locali, assegnato dal Gruppo giornalisti enogastronomici della Figec Cisal. «Un premio che mi ha inorgoglito – aggiunge il direttore – sia perché il vitalissimo presidente Donato Fioriti e il gruppo dei fondatori del premio hanno compreso delle chiavi decisive per l’industria del turismo, sia per il riconoscimento del lavoro degli staff della struttura, dei capi servizio, di tutti quelli che si sono fatti davvero in quattro per il ritorno in auge del Serena Majestic, in asse con la sua reputazione regionale e nazionale». Così Delfino entra nel merito del tema iniziale ed evidenzia come «quei giornalisti del premio portano avanti l’intuizione che il prodotto turismo e territorio va incastonato nelle nicchie e nelle perle di personaggi, artisti e storie che rendono esperienze memorabili le giornate vissute da turista in regione. Così – sottolinea Julian Delfino – ho imparato da subito e rafforzato negli anni, la percezione che specie in questa epoca dominata dal totalitarismo dei social, dove ogni singola persona funziona da cassa di risonanza amplificata nel bene e nel male, a prescindere da tutto, la cura scrupolosa e personalizzata della persona è la chiave del successo di tutti i settori, specie di quelli di contatto diretto e prolungato con il pubblico.

LE PERSONE AL CENTRO

Le persone sono i dipendenti e sono i clienti. Far sentire il personale e lo staff non un mero dipendente, ma una parte integrante della famiglia è il metodo per far sentire il cliente un ospite di cui aver cura, fino a chiamarlo per nome. Il direttore, allora, supera il ruolo strettamente tecnico e diventa lo snodo morale e di motivazione per i colleghi giovani che si affacciano alla scelta di queste professioni, come di quelli consolidati in un mestiere, imparato a suo tempo». Quindi formazione insieme a motivazione, nei ragionamenti del direttore, come l’unico segreto del carburante di un motore con un potenziale formidabile. Su questo s’infervora, il direttore, avendo alle spalle le esperienze dei luoghi detti prima e dei più svariati grandi player mondiali non ha dubbi che «l’Abruzzo ha ancora un enorme potenziale inespresso, a trecentosessanta gradi. Forti di una geografia strepitosa per intensità e distanze, di un’attitudine naturale al trinomio cardine del successo quale divertimento/animazione/cucina, di un mare di gran lunga migliore di quelli più blasonati nel parlare comune, possiamo diventare un brand, diventare un’immagine a sé stante. Come tanti nel mondo dicono non “vado in Grecia”, ma “vado a Mykonos”, non “vado in Spagna”, “vado a Ibiza”, così noi potremmo diventare “vado in Abruzzo”.

INVESTIMENTI E SGUARDO AL FUTURO

La nuova proprietà del Gruppo Bluserena, consapevole del ruolo già esistente di riferimento stabile della struttura nel panorama nazionale, sta facendo ingenti investimenti e punta in alto – afferma Delfino -. Vogliamo un consolidamento del segmento “Leisure” e un rilancio del “Mice” (“Meetings incentive congress events”). Le nostre 30 sale offrono, infatti, lo spazio adeguato davvero a qualunque esigenza aggregativa, che significa una stagione prolungabile almeno fino al tardo autunno». Personalità di tutto rispetto, dunque, e spalle grandi e intenzioni serie quelle del Serena Majestic, il suo direttore e la sua proprietà. Restano sempre i nodi e le sfide delle infrastrutture, delle strategie per far crescere le presenze straniere, aeroporto, il numero delle compagnie aeree che ci raggiungano, gli eventi sportivi, la creazione di brand unico. Ma sembra anche gran tempo di fare sintesi di qualche idea ambiziosa e lungimirante, come quella di farci, come città e come regione, protagonisti della creazione di un polo formativo per le professioni turistiche, degno di questo nome…

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