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NUOVA STAGIONE PER D’ALIMONTE CON SANTA PIETRA
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di Andrea Beato

Più di una mostra, l’evento ha rappresentato un passaggio fondamentale nella crescita dello scultore abruzzese Luigi D’Alimonte.

SUCCESSO PER LA MOSTRA DELL’ARTISTA ABRUZZESE LUIGI D’ALIMONTE

Dal 30 ottobre al 21 novembre 2021. Quasi un intero mese dedicato a Luigi D’Alimonte, l’artista che vive e lavora a Cugnoli (Pescara), riconosciuto a livello nazionale, e che punta a raccontare, in chiave contemporanea, un’antica storia che affonda in radici solide, riconducibili al nostro territorio. Location, il Museo delle genti d’Abruzzo a Pescara, per un’esposizione, “Santa Pietra”, capace di andare oltre l’evento in sé e fungere da momento cruciale per la carriera del maestro abruzzese. Nove opere in tutto, dove non viene mai rinnegato il progetto originario di “elevare” il contenuto culturale di un elemento naturale come la simbolica pietra della Maiella, da tempo imprigionata nella banale gabbia dell’artigianato artistico, ma in cui si percepisce, in maniera forte, il bisogno di evolvere, progredire a livello personale. Con l’obiettivo di comunicare ed emozionare ancor di più. La morbidezza, la duttilità, la dolcezza delle forme ormai non bastano. Occorre sfoltire, razionalizzare, sintetizzare per intraprendere un cammino narrativo innovativo, fatto di volumi e concetti differenti.

NOVE OPERE DI D’ALIMONTE ESPOSTE AL MUSEO DELLE GENTI D’ABRUZZO DI PESCARA

Uscire da un mero esercizio di stile, con il rischio di ritrovarsi in un mondo di ripetizione e banalità, per abbracciare sfere invece capaci di elevare la scultura verso l’assoluto. Nuova strada che nasce già nell’intimo di D’Alimonte e che trova la giusta direzione grazie alla collaborazione con il curatore Mariano Cipollini: «Siamo ospiti del Museo delle genti d’Abruzzo – sottolinea Cipollini -, per merito della lungimiranza della direttrice Letizia Lizza e del coordinamento artistico di Alessandra Moscianese. In “Santa Pietra” si affacciano all’orizzonte inediti percorsi formali, destinati ad aggiungersi a quelli già esistenti. Nuove motivazioni ne caratterizzano i contenuti. Generosa quanto spartana, la pietra della Maiella si presta alle rinnovate volontà di chi, partendo con indiscussa umiltà e gentilezza intellettuale, la vuole rendere protagonista indiscussa. Lo studio iniziale, scaturito da una rievocazione stilistica, ha dato il via all’iter formativo-innovativo che, in questi lavori, l’artista ci permette di apprezzare appieno.

L’EVOLUZIONE ARTISTICA DEL MAESTRO LUIGI D’ALIMONTE

La funzione primaria che le restituisce è il tramite per far riaffiorare il nucleo originario che ne caratterizza la forza espressiva. Forme flessibili, quasi ceree. Forze in tensione stabiliscono ipotetici confini relazionali, che si orizzontano tra ricerca sostanziale e percezione di rinnovabili spazi tangibili. Lavori, filtrati attraverso il concetto di designer, si intersecano con la volontà di concettualizzarne i contenuti. Plastiche geometriche destinate a rinverdire le relazioni tra laicismo e sacralità. Ruoli e vocazioni, disegno e volumi, tutti fattori rintracciabili nelle ripartizioni formali, fanno da ponte tra passato e futuro, tra la contemporaneità narrativa e il rispetto storico. Permettono di ricostruire un percorso semantico a ritroso e, nello stesso tempo, ci palesano visionari, quanto probabili, nuovi albori di una iconica mistica memoria».

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