di Laura Ambrosi
Gestire il passaggio di testimone nelle imprese non è un evento isolato, ma un processo industriale e umano di estrema complessità. È questo il messaggio centrale emerso dal convegno “Il passaggio generazionale: rischi, strumenti ed opportunità”, svoltosi il 29 gennaio 2026 presso l’Hotel Villa Medici di Rocca San Giovanni (Chieti).
IL PASSAGGIO GENERAZIONALE COME PROGETTO INDUSTRIALE
La gestione del testimone all’interno delle dinamiche aziendali non può più essere considerata un evento isolato o una pratica burocratica, ma deve essere intesa come un processo industriale e umano di estrema complessità. Questo è il messaggio centrale emerso dal convegno intitolato “Il passaggio generazionale: rischi, strumenti ed opportunità”, che si è svolto lo scorso 29 gennaio 2026 nella cornice dell’Hotel Villa Medici. L’incontro, promosso dal Rotary Club Lanciano – Costa dei Trabocchi e guidato con determinazione dalla presidente, l’avvocata Barbara Rosati, ha offerto una lettura del fenomeno particolarmente efficace proprio per la sua capacità di tenere insieme due piani spesso separati: quello tecnico-analitico e quello esperienziale, nutrito di passione e sentimenti.
UN PROCESSO STRUTTURATO OLTRE L’EMOTIVITÀ
Il relatore principale della giornata, il dottore commercialista Alfredo D’Incecco (docente e componente del Consiglio del Corso di perfezionamento in Economie e tecniche della gestione finanziaria d’impresa presso l’Università d’Annunzio di Chieti – Pescara, nonché fondatore e alla guida dell’omonimo Studio professionale che ha sede a Pescara), ha illustrato come il ricambio al vertice non sia una semplice successione, ma un percorso strutturato che deve necessariamente coinvolgere la governance, il trasferimento delle competenze, la pianificazione dei tempi e l’assunzione di nuove responsabilità. Un simile approccio restituisce la giusta complessità a un tema troppo spesso banalizzato e serve a mettere in guardia le imprese da soluzioni improvvisate o dettate esclusivamente da una spinta emotiva. Secondo l’analisi di D’Incecco, infatti, la continuità aziendale dipende dalla capacità di trasformare l’eredità familiare in un asset competitivo solido e organizzato.
DAL MODELLO ALLA REALTÀ: LA VOCE DEGLI IMPRENDITORI
La serata ha poi trovato una sua dimensione pratica in una tavola rotonda di reale confronto, moderata con competenza e pacatezza dal dottor Michelino Giancristofaro. Durante questa sessione, le testimonianze di vita di alcuni noti imprenditori del territorio hanno dato concretezza ai modelli teorici precedentemente esposti. Luigi Di Paolo di Testing Point 10, Emiliana Di Camillo di Ridal Service e Cinzia Verì di Maree Blue Empire hanno mostrato, attraverso i propri racconti, come il passaggio generazionale sia fatto di scelte difficili, complessi equilibri relazionali, errori necessari e, soprattutto, di un costante apprendimento maturato sul campo. L’evento ha richiamato un pubblico numeroso, a conferma di quanto la questione sia sentita dal tessuto produttivo locale. Tra i presenti è intervenuto a portare i personali saluti anche il sindaco di Rocca San Giovanni, Fabio Caravaggio, il quale ha confermato il proprio sostegno alle iniziative del Rotary Club Lanciano – Costa dei Trabocchi, sottolineando l’importanza di creare momenti di formazione e dibattito su temi così vitali per l’economia della regione Abruzzo.





