REHABITA URBAN REHABILITATION

di Evelina Frisa – Foto Sara Seccamonte

“Chi ama l’architettura ama il paesaggio”. Lo spiega Gianluigi D’Angelo, professionista alla guida di questa società che ha sede a Pescara vecchia, ma capace di imporsi anche oltre i confini regionali. Progetti importanti, nel pubblico e nel privato, con uno stile ben definito.

I PRIMI PASSI DELL’ARCHITETTO GIANLUIGI D’ALFONSO

Ai tempi dell’università fu tra i primi a creare una rivista di architettura online, “Channelbeta”, spazio con articoli in italiano e inglese che, in poco tempo, riuscì a conquistare un pubblico di lettori vastissimo diventando tra le più lette in Europa e nel mondo per il settore di riferimento. Un’esperienza che lo ha portato a partecipare, come relatore, a tante conferenze, anche all’estero, al fianco di autorevoli esperti, alcuni dei quali suoi docenti. Uno sguardo nuovo in grado di intercettare storie e visioni interessanti, dando spazio anche ad architetti giovanissimi diventati, successivamente, molto noti. Quella rivista ha cessato di esistere, ma l’insegnamento derivato da quella esperienza, “se ci si impegna gli obiettivi si raggiungono”, ha sedimentato in lui nuove consapevolezze, dandogli la forza di far nascere un progetto professionale che oggi è una realtà affermata e apprezzata molto oltre i confini regionali.

DALL’ESPERIENZA DELLA RIVISTA A UNA SOCIETÀ DA 2 MILIONI DI EURO DI FATTURATO

Protagonista di questa storia è l’architetto Gianluigi D’Angelo, amministratore unico e direttore tecnico di Rehabita Urban Rehabilitation. Lo incontriamo nel suo studio in Via delle Caserme a Pescara. Capiamo subito di avere di fronte un professionista creativo e dalla mente svelta. Ci racconta la sua storia personale con il sorriso, un atteggiamento rassicurante che tanto ci dice della sua visione della vita e, quindi, del lavoro. Quel periodico è iniziato come un gioco, gli ha anche rallentato gli studi, ma ha contribuito a dargli fiducia nelle sue capacità, accrescendo la sua passione per l’architettura, anche con il confronto con i professionisti intervistati, con diverse visioni, diversi approcci… Una palestra fondamentale per lui che è stato anche un assistente universitario, appassionato di ricerca e divulgazione, tanto da mettere da parte un percorso accademico con un po’ di rimpianto, ma con la certezza che la strada da percorrere dovesse essere un’altra: la libera professione. I risultati gli hanno dato ragione, la sua attività è cresciuta, ha tessuto relazioni importanti, curato progetti significativi, tanto da sentire la necessità di crescere ancora e, nel 2021, è nata la società Rehabita. «Questa realtà è una eredità del lavoro libero professionale da architetto – spiega -. La società era diventata la veste migliore. Dalla sua costituzione, la società ha raggiunto un fatturato complessivo di circa 2 milioni di euro. Operiamo per lo più in Abruzzo ma, sia in passato sia ora, siamo sempre pronti a innovarci con un approccio verso l’estero. Il nostro gruppo di lavoro ha operato anche nel nord Africa, in Usa e in altre regioni italiane, ad esempio siamo partner di grandi Studi e consorzi del nord Italia».

DA SEMPRE ATTENTI ALLA SOSTENIBILITÀ

Nel nome e nel logo c’è la filosofia di questo studio: «Si chiama così perché da sempre siamo attenti alla sostenibilità. Puntiamo a favorire consumi ridotti, non solo per un risparmio economico, ma anche per sfruttare le risorse rinnovabili. La nostra idea è quella di rigenerare e ridare vita, piuttosto che consumare altro suolo. Nel brand questo concept è richiamato: una foglia, che idealmente rappresenta una nuova vita che nasce dentro l’ideogramma di un edificio, secondo un processo circolare». La scelta di avere una sede in Via delle Caserme, una delle zone più storiche della città, non è casuale: «Ho cominciato con un collega in Via Palermo, poi ho scelto di lavorare qui perché è impagabile poter avere di fronte la casa di Ennio Flaiano, a pochi passi la dimora natale di Gabriele d’Annunzio e tutta la bellezza di Pescara vecchia». La sede è moderna, c’è un terrazzo esterno per le riunioni. Negli uffici ci sono otto work station grafiche, una stanza per la segreteria di amministrazione, una dedicata a uno dei senior project, c’è la sua stanza con una conference room. In questi spazi gravitano quotidianamente sei, otto collaboratori. Ci sono anche due consulenti esterni per servizi integrati. «Siamo in grado di curare tanti aspetti della progettazione: da quelli strutturali, con ingegneri e architetti, a quelli energetici, che è la parte che più ci rappresenta, oltre naturalmente alla parte dedicata all’architettura. Ci occupiamo anche di aspetti legati all’esecuzione dei lavori in sicurezza. Qui c’è un bel clima tra noi. L’approccio che adotto è orizzontale con tutti. Abbiamo investito tanto nella tecnologia, con strumenti e software avanzati si fa tutto meglio. Abbiamo server di ultima generazione, tuteliamo i dati dei nostri clienti con firewall moderni e stiamo lavorando per ottenere la certificazione Iso 9001».

CREATIVITÀ: IL MOTORE DELLE IDEE PER CLIENTI BUSINESS, PRIVATI E ENTI PUBBLICI

Nel suo ufficio una intera parete ospita una lavagna. È uno spazio creativo, la troviamo pulita con pochi appunti, ma è un caso raro ci dice: “Questa lavagna è sempre piena di appunti, parole, riferimenti… I progetti nascono anche riordinando il caos iniziale che lì prende forma». Rehabita ha tre tipi di clienti e con ognuno l’approccio è diverso: «Per clienti business, quindi aziende, uffici, stabilimenti, l’approccio è quello di coniugare esigenze estetiche e tecniche, con calcoli energetici su come si ammortizzerà un intervento; per privati prevale l’ascolto, in Usa, Emirati Arabi e altrove c’è la tendenza a fornire case pronte, addirittura con quadri e mobili, ma non hanno l’anima del committente, noi vogliamo farla emergere. Poi abbiamo la committenza pubblica, con la partecipazione a bandi o con gli affidamenti diretti. Tra i lavori realizzati un impianto fotovoltaico per la Ontex di Ortona (Chieti), che è il più grande in autoconsumo d’Italia con circa 8.7 Megawatt. Stiamo seguendo una ciclovia a Chieti, lunga 10 chilometri, e abbiamo chiesto al committente di cambiare percorso arrivando al fiume, per avere un carattere più naturalistico; a Celano (L’Aquila) stiamo realizzando, per un polo scolastico, la viabilità e gli spazi verdi limitrofi; abbiamo progettato, sempre a Ortona (Chieti), una casa per i senzatetto; a San Giovanni Teatino (Chieti) lavoriamo per il bando Sport e periferie. Naturalmente ci sono anche le villette per i privati e i lavori più ordinari; negli ultimi due anni, con il Superbonus, abbiamo assistito a un aumento della richiesta e abbiamo sfruttato questa opportunità per ridare bellezza a fabbricati magari di fine anni ’60-’70, nati in economia, ma che ora appaiono come nuove costruzioni».

AIUTO CONCRETO NELLA REALIZZAZIONE DEI PROPRI SOGNI

Gianluigi D’Angelo è orgoglioso di quello che con i suoi collaboratori sta portando avanti e lo è ancora di più considerando che lui non è nato a Pescara: «Sono originario di Avezzano (L’Aquila). Ho studiato a Pescara e in un territorio denso come questo di professionisti siamo stati in grado di ritagliarci uno spazio che ritengo importante, una fetta di mercato significativa e una dimensione nostra. Di questo non posso che essere felice e mi sento grato anche per i partner che mi circondano». Slogan della sua realtà è “Chi ama l’architettura ama il paesaggio” e non è una frase fatta. Lo dimostrano le azioni quotidiane portate avanti. Gli architetti hanno molto in comune con i filosofi e D’Angelo ha idee interessanti. Per lui l’architettura – conclude – «è il vuoto che rimane in quello che costruiamo, con le mura definiscono gli spazi». Tra i sogni per un mondo più bello da vivere, condomini realizzati con una migliore vivibilità, più cura per la bellezza e la funzionalità degli spazi, oltre a una maggiore attenzione alle sedi aziendali, che nel nostro Paese sono spesso trascurate. Un architetto, a suo dire, lavorerebbe meglio se la burocrazia fosse più snella, perché l’attuale complessità toglie tempo alla creatività. Lo lasciamo con una stretta di mano e un pc acceso. Ci sono pensieri che presto prenderanno forma. Si torna con entusiasmo al lavoro dopo una interruzione se lo si ama, per Gianluigi D’Angelo è così: ha realizzato il suo sogno e, attraverso esso, contribuisce a realizzare quelli altrui.

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